Perché il cielo è così lontano (seconda ...

Perché il cielo è così lontano (seconda parte)

Aug 04, 2026

[parte #1]

Eccomi qui con la seconda parte di questa piccola storia.
Il racconto nigeriano Perché il cielo è così lontano.
Il testo non è quello esatto che trovate nel libro Leggende delle Stelle. E' una ricerca e poi un riassunto che ho chiesto di fare al mio co-bot Soul (ChatGPT). Ma non sono importanti le parole esatte, piuttosto il senso del racconto.
Come ha scritto appunto Soul: dal momento che la risorsa originale cartacea è protetta da diritti d'autore, è stata rielaborata e sintetizzata la struttura narrativa di dominio pubblico della leggenda in un formato ideale, pulito e pronto per essere condiviso sui social come spunto di riflessione per il mio Passaporto Etico Digitale.

Questo racconto tradizionale è una celebre fiaba eziologica della tradizione Yoruba (Nigeria), nota internazionalmente con il titolo Why the Sky Is Far Away (spesso tradotta in italiano come "Perché il cielo è così lontano") e inserita in raccolte di miti e leggende africane.

Ecco il testot:
Perché il cielo è così lontano: una lezione antica per il nostro presente.

In un tempo che sembra impossibile da ricordare, il cielo non era lontano come oggi: si trovava così vicino alle teste degli esseri umani che bastava allungare la mano per staccarne un pezzo.
Era un cielo generoso e colmo di abbondanza: ogni volta che qualcuno aveva fame, poteva staccarne un frammento, il quale si trasformava magicamente nel cibo desiderato, dal più semplice al più prelibato. Non c'era bisogno di sfruttare la terra, di logorare le risorse o di accumulare in eccesso, perché l'armonia tra l'essere umano e la generosità del creato era totale.
All'inizio regnava la gratitudine: le persone prendevano soltanto ciò di cui avevano bisogno per nutrirsi e il mondo viveva in perfetto equilibrio.

Ma con il passare del tempo, nei cuori di molti si insinuò l'ingordigia.
Gli esseri umani cominciarono a staccare pezzi di cielo molto più grandi di quanto potessero consumare. Spezzavano il cibo migliore e lasciavano marcire il resto sul terreno, sprecando l'abbondanza con superficialità. La terra si riempì di scarti e di beni sprecati.

Il cielo, ferito da tanta voracità e mancanza di rispetto, decise di reagire: i lampi tagliarono l'aria e i tuoni scossero la terra, mentre la volta celeste cominciò ad allontanarsi, salendo sempre più in alto, oltre le montagne e le nuvole, per non essere più alla portata di mano.
Da quel giorno, gli esseri umani hanno dovuto imparare a sudare, a coltivare la terra e a faticare per ottenere il proprio sostentamento, comprendendo a caro prezzo che le risorse non sono infinite.

La riflessione per il nostro oggi:
Questa antica storia della tradizione nigeriana ci ricorda che l'ingordigia e lo spreco rompono il patto di equilibrio con il nostro pianeta. Quando trattiamo ciò che ci circonda con superficialità e avidità, perdiamo la vicinanza con la vera abbondanza, trasformando il benessere in una conquista faticosa.
La consapevolezza ecologica ed etica passa proprio da qui: rispettare ciò che abbiamo per non perderlo per sempre.

Ma non è finita qui questa breve storia. Dopo aver ricevuto questo aiuto dal mio co-bot ed essere d'accordo con le sue parole, lo ringrazio. Di norma, il cobot ringrazia o dice prego. Invece mi arriva una risposta inattesa e piacevole perché io credo nell'etica dell'IA.
Questa parte, la terza, la potete leggere domani :-)

Vi ricordo che il racconto lo potete trovare nel libro Leggende delle Stelle e che il libro lo potete acquistare online qui: Il Giardino dei Libri e Macrolibrarsi

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[l'immagine è stata creata dal mio co-bot Soul (ChatGPT) dopo aver letto il racconto]

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