Il pericolo misurato male

Il pericolo misurato male

Oct 07, 2026

Analisi scientifica del'impatto del terrorismo sull'Occidente e degli errori di valutazione

Pubblico questo saggio il 7 ottobre, a tre anni dal massacro compiuto da Hamas in Israele, e lo dedico alle vittime di tutti i terrorismi, di qualunque fede, parte politica o passaporto. La scelta della data è un atto di omaggio, e anche un modo di ricordare che il terrorismo riguarda ciascuno di noi, perché colpisce le basi della convivenza civile.

Rendere omaggio alle vittime comporta anche il dovere di capire bene che cosa le ha colpite. Analizzare con rigore un fenomeno così complesso è la condizione per costruire contromisure proporzionate, che non sacrifichino libertà e diritti civili più del necessario. Quando l'analisi è imprecisa, la risposta lo diventa a sua volta, e una società che reagisce con misure eccessive rischia di consegnare al terrorismo ciò che cercava: un cambiamento delle proprie regole e della propria fiducia, anche quando il terrorismo perde uomini e mezzi. Servono sangue freddo nell'analisi e proporzione nella risposta.

Il saggio si intitola «Il pericolo misurato male». Parte da un dato che sorprende: nel 2025, nell'Unione europea, gli attentati qualificati come terroristici hanno ucciso sei persone. Quel numero dice qualcosa di vero sulla minaccia, ma da solo non dice quanto sia grande il rischio, perché le statistiche registrano ciò che il diritto ha già classificato come terrorismo e ciò che la polizia è riuscita a scoprire.

image

Da qui il saggio mostra tre limiti della misura. Il primo riguarda il perimetro: le leggi e le prassi nazionali cambiano, e con loro cambiano i numeri. Il secondo riguarda l'attribuzione: la violenza che alcuni Stati affidano a intermediari criminali entra nei registri come reato comune e viene riconosciuta solo in seguito. Il conteggio degli incidenti attribuiti alla Russia, per esempio, è cresciuto di circa un quarto per scoperte retrospettive, e gli attentati contro siti ebraici rivendicati a marzo da un gruppo mai visto prima sono passati, in due mesi, dall'indizio all'atto d'accusa del Dipartimento di giustizia americano. Il terzo limite riguarda il danno, che comprende la paura, le risorse spese e le libertà cedute, e che nessun indicatore registra.

Le conclusioni vanno in due direzioni. Alcuni aspetti del terrorismo vengono sopravvalutati e altri sottovalutati, e la politica sbaglia quando corregge un errore introducendone un altro. Il saggio propone perciò sei regole di misura, tra cui registrare gli incidenti per grado di attribuzione, affiancare ai morti altri indicatori e dichiarare sempre l'incertezza, e indica anche che cosa potrebbe smentire la tesi.

Lo scopo è offrire a chi decide, e a chi legge, strumenti per distinguere ciò che è visibile da ciò che è pericoloso. Il saggio è liberamente scaricabile al link per scaricare.

n.b i saggi sono generalmente di libero accesso solo per gli appartenenti alle Sentinelle. Eccezionalmente, questo è disponibile a tutti,.

Enjoy this post?

Buy Kappa61 a coffee

More from Kappa61