Nel lontano 2014, Erdogan definiva Sisi come un "dittatore golpista" per via del colpo fatto contro Mursi. Tra pochi giorni sarà riaperta la nuova ambasciata turca in Egitto.
Dopo il fallito golpe del 2016, Ankara dichiarava che erano gli Emirati Arabi a finanziare questo tentativo. Nel mese di febbraio del 2022 il Principe ereditario Nahyan ha incontrato Erdogan e hanno firmato 10 nuovi accordi commerciali.
Nel 2018 il Presidente della Repubblica di Turchia definisce lo Stato d'Israele come uno "stato nazista". Nel 2022 Herzog incontra Erdogan e si stringono le mani per lavorare da "mediatori" con l'intento di finire la guerra Ucraina-Russia.
Nel 2020 Erdogan definiva Macron come un "peso e un guaio per la Francia£. Qualche giorno fa questi due hanno deciso di lavorare insieme per "una pace duratura" in Ucraina.
Nel 2021 Draghi definiva Erdogan come un "dittatore". Qualche giorno fa sono apparse di nuovo le mani e "l'incontro è andato bene".
L'ipotetica guerra con Atene occupa le prime pagine dei mezzi di propaganda di Ankara, la scorsa estate. Nel 2022 Mistotakis e Erdogan si trovano in accordo per ridisegnare la sicurezza dell'Europa.
E nel 2018, dentro il Consolato dell'Arabia Saudita, a Istanbul veniva assassinato un giornalista, Jamal Khashoggi e Erdogan aveva promesso che non avrebbe mai lasciato nelle mani del governo saudita il processo. Oggi dopo l'approvazione del Ministero della Giustizia le carte sono state spedite a Riad.
Forse dentro ogni questo uomo c'è un codardo e opportunista che calpesta ogni parola pronunciata, ogni decisione presa e ogni tipo di etica. Ma se c'è una cosa quasi certa, anche sta volta i veri assassini e mandanti dell'uccisione di un giornalista non saranno scoperti.
